giovedì 24 luglio 2008

Articolo pubblicato su 24´ il 12 luglio 2008

Guide turistiche, è caos
Molti gli abusivi, ricorsi e polemiche nell’ultimo concorso per il patentino
Dopo la liberalizzazione del 2007 restano problemi, dubbi e punti critici

Non è poi così facile. Fare la
guida turistica a Roma potrebbe
sembrare un gioco da ragazzi: milioni
di turisti ogni anno (tre milioni solo
nei primi cinque mesi del 2008),
monumenti che il mondo ci invidia.
Invece, tra regolamenti, abusivismo
e liberalizzazioni il momento è delicato.
Le guide ufficiali, quelle che
hanno sostenuto l’esame e hanno il
“patentino”, al 17 ottobre risultano
993. Ma tra chi esercita senza nessuna
autorizzazione, chi imbroglia i
turisti con falsi cartellini e chi ha le
competenze ma non le carte a posto,
il numero si moltiplica e orientarsi
in questa giungla non è facile.
Lo spartiacque è stato il decreto
Bersani sulle liberalizzazioni del
2007. Una norma si occupa anche
delle guide e degli accompagnatori
turistici: i laureati in lettere con indirizzo
storia dell’arte e archeologia
non sono obbligati a sostenere
l’esame per ottenere il “patentino”,
ma devono dimostrare un’adeguata
conoscenza delle lingue e del territorio
(la verifica spetta a un’apposita
commissione istituita dalla Regione
Lazio). Il decreto apre anche agli
stranieri comunitari, che se esercitano
nel loro Paese possono farlo anche
qui, ma devono farsi riconoscere
il titolo di studio. Molte norme,
poi, rimandano alle regole stabilite
dalle Regioni. Intanto, nel 2006 è
stato bandito il concorso pubblico, a
cinque anni di distanza dal precedente.
Le procedure, però, sono incredibilmente
ancora in corso, visto
che dopo lo scritto del settembre
2007 non è ancora stata convocata
la prova orale. Per i Cobas Guide
Turistiche e Laureati il ritardo potrebbe
essere una strategia per arginare
la concorrenza dei nuovi abilitati.
Sono infatti 1.073 le aspiranti
guide ammesse all’orale, su un totale
di 4.800 iscritti. Troppe, pensano
alcuni, dopo la liberalizzazione che
ha dato accesso alla professione. I
sindacati litigano, presentano ricorsi
e rivendicano diritti. Intanto, chi ha
sostenuto la prova scritta continua
ad aspettare notizie e chiarimenti.
Mentre il lavoro nero e la confusione resta (G.Lu.)

Intervista
«Gli abusivi? Lavorano tanto, senza problemi»

«Da abusivo, se vuoi, lavori tantissimo:
ti pagano in nero e gli
costi meno». A parlare è E. C., 25
anni, in attesa di sostenere l’esame
orale per regolarizzare finalmente
la sua posizione di guida turistica a
Roma. «Da quando ho fatto lo
scritto – racconta non
ho più
preso servizi, perché se ti scoprono
possono sospenderti dall’esame.
Ma molti altri continuano». E a
sostenere l’esame c’erano anche
«colleghi che pensavo fossero regolari
– continua e
che esercitano
da più di dieci anni!». Complici i
pochi controlli e i ritardi dell’ultimo
concorso, il fenomeno delle
guide turistiche irregolari dilaga:
salvo luoghi caldi come i Fori o
Fontana di Trevi, il pericolo maggiore
per un abusivo è che le guide
ufficiali facciano la spia. Urgono
una maggiore vigilanza e la regolarizzazione
del settore: «Capisco –
spiega l’aspirante guida che
rappresentiamo
concorrenza sleale, ma
esistono anche delle connivenze tra
museo ed abusivi, ed interi tour
operator sono composti da personale
privo di abilitazione». (S.Sc.)

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